:: FILI ::
Un filo incorporeo unisce i corpi dei NON-danzatori in un unico disegno. Nell'uomo-filo si muove l'universo-trama. Un cerchio di creazione e distruzione

Per tre mesi un fotografo Gianluca Battista ed una pittrice Cristina Zinni, sono stati ospiti del nostro laboratorio ATTRAVERSO IL BUTOH, durante le lezioni settimanali, svolte presso il CED - isola che non c'è.
La danza che emergeva dal lavoro proposto durante le lezioni è stata per loro veicolo di ispirazione. Così, liberi di agire e di realizzare, hanno saputo cogliere istanti e frammenti preziosi nel loro fotografare e disegnare.
Gianluca e Cristina al termine del loro processo creativo ci hanno donato il substrato immaginativo (in termini di foto e disegni) che ci ha permesso di aprirci ad un nuovo e stimolante percorso di danza.
La performance "FILI", è la risultante di un momento di passaggio e sviluppo collettivo che ha ospitato, inoltre, altri collaboratori di valore come Gabriele Quirici (Musiche originali) e Claudette Lilli (Ideazione e realizzazione costumi).


Un filo incorporeo unisce i corpi dei NON-danzatori in un unico disegno. Ognuno è un filo diverso nella sostanza e nel colore, che danzando si lascia tessere a comporre una trama, un ordito, in cui è possibile percepire all'unisono il particolare e l'insieme.
Ogni nodo del tessuto che si va foggiando è importante e necessario perché il disegno ultimo si manifesta grazie all'unione dei singoli punti.
Nell'uomo-filo si muove l'universo-trama.
Un cerchio di creazione e distruzione.
Una danza che annienta se stessa, proprio come il fuoco inghiotte la fiamma che lo ha generato.
Le immagini che emergono si incarnano, prendono vita, si animano per poi precipitare nuovamente nell'ignoto.
La figura si sfigura per bruciare nel fuoco della danza-vita.

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