CARLO FATIGONI
 


La mia idea del fare arte parte da un approccio elementare e alimentare delle energie che ci compongono.
La visione è per me il primo e il più importante stadio nel costruire forme e figure.

L'istinto è l'altro elemento che predomina il mio costruire:
come il lampo che illumina uno spazio.

Il mio rapporto con la storia è discontinuo e segue una dinamica mitizzante: bisogno senza bisogno del passato.

Il mio rapporto con la geografia è invece legato soltanto alle possibilità di colloquio: tradizione - persone - ambiente.

Non credo assolutamente alle cose con un pre - ordine: l'uomo oltre che il creativo è artefice della sua storia.
Mescolare e non stravolgere le simbologie che ci circondano, ci aiuta a creare possibilità di lettura o rilettura del nostro presente; un percorso di riflessione costante e successivo all'azione e al cammino dell'opera nel suo insieme.

Io sono essenzialmente uno scultore.
Sempre +o- gli stessi quesiti sul vuoto e sul pieno, sull'aggiungere e sul togliere, sul dare forma ed essenza al lavoro.
Io amo il suono.
La molla che spinge il mio istinto è l'aspetto sonoro dello spazio:
spazio ambientale forse, spazio mentale anche.

Sono un curioso.
La curiosità è per me la componente essenziale del tutto:
da un lato l'annullarsi come soggetto per andare incontro alle cose, dall'altro la possibilità di vedere quanto di ciò che all'esterno sta all'interno del mio pensare.

(Carlo Fatigoni)
mail:faticarte@gmail.com

 






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